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Segafredo Zanetti Blogger Night, mercoledì 30 novembre 2016 a Treviso



Grazie a Segafredo Zanetti Italia per l'invito a Treviso, Italy in occasione della Segafredo Zanetti #Blogger Night mercoledì. Insieme ad altre blogger, visiterò in anteprima la mostra Storie dell'Impressionismo - Treviso Museo Santa Caterina, per raccontarla sui nostri social, ovviamente tra un ☕ e l'altro  

Un programma interessante, quello che mi aspetta il 30 novembre, in modo da chiudere alla grande questo novembre che si è rivelato molto impegnativo, anche se ho fatto pochi viaggi. Sarà un'occasione per visitare Treviso, visto che non ci sono mai stata, e per riammirare i capolavori di Monet, Renoir, Van Gogh, Renoir e gli altri grandi nomi del panorama artistico europeo. 

Spero ovviamente di poter conoscere altre blogger, per scambiarci consigli, idee e, perché no, qualche bella promozione da proporre ad inizio anno. Il bello della vita mondana è proprio questo: avere l'opportunità di incontrare gente che fa il tuo stesso lavoro, per poter parlare con qualcuno che ti capisce davvero, che sa cosa vuol dire seguire e far funzionare un blog, ed è sempre sui social, anche nei momenti meno opportuni. 

Oltre alla Mostra, Segafredo ci darà l'opportunità di conoscere Marco Comellini, direttore marketing dell'azienda, e Marco Goldin, curatore della mostra, e ci offrirà cena e pernottamento presso il Best Western Premier BHR di Treviso, mettendoci a disposizione anche il trasfer dal museo alla mostra. 

Non mi resta che preparare il trolley domani!

Stay tuned!
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"Voci dal silenzio", martedì 22 novembre 2016 a Saluzzo (CN)

"Voci dal silenzio" è stato un lungo progetto durato quasi un anno, 11 mesi per l'esattezza, e la paura di un fallimento, anche piccolo, come poteva essere il microfono che gracchia, o i sottotitoli dei video che non partivano, è stata tanta. 

Martedì mattina alle 10.15 sono entrata in teatro per provare, montare il gazebo, appendere le foto, preparare tutto e esporre le bonecas. Alle 11 mi è arrivata la comunicazione che la Regione Piemonte ci aveva concesso il patrocinio. La prima soddisfazione. Ho avuto giusto il tempo di una focaccina al gorgonzola e di un Estathe del Caffè Dublino, tra uno scatto di nervosismo e l'altro, il cellulare che non prendeva in teatro e l'occhio di bue che mi stava accecando sul palco. Piovigginava, la paura che la gente preferisse rimanere a casa saliva, così come si avvicinano le 20.30, e io ero ancora senza vestito per la serata. Di corsa al centro commerciale cinese, dove mi sono provata ben 27 vestiti, con la commessa e il mio fidanzato che non facevano altro che ripetermi che mi stavano bene tutti, solo per farmi evitare di sceglierne altri da provare. Una volta trovato il vestito, sobrio ma non troppo elegante, sono tornata in teatro per le prove con Gian Maria Aliberti Gerbotto, il trucco (a cura di Aurora Giraudo) e i capelli (sistemati perfettamente da Idea Donna Saluzzo). 

Alle 20.15 in camerino sentivo che c'era la coda per entrare. Alle 20.30 la gente si stava ancora accomodando. La seconda soddisfazione. Alle 20.45 stavamo per iniziare, ma c'era ancora gente che voleva entrare, e i posti erano esauriti. La terza soddisfazione. Alle 21 finalmente è comparsa la foto di Suor Ermanna sullo schermo, e mentre stavo dedicando la serata a lei, dalle foto sembrava che stesse sorridendo proprio a tutti noi lì presenti, come una benedizione per l'associazione. Nel grande applauso mi sono resa conto che tutto il teatro era pieno. L'unico posto vuoto era quello "occupato", in memoria di tutte le bambine, ragazze e donne vittime del femminicidio. La quarta soddisfazione. Parlando di Karibu Costigliole ONLUS e raccontando la storia dietro la serata e l'intero progetto, mi sono resa conto che era il 22, il giorno in cui mio nonno è mancato, e trovo il modo di ricordarlo, parlando della scuola e dell'importanza dell'istruzione. 

La gente ascoltava, applaudiva, rideva a sentirmi chiamare "valletta", si commuoveva ascoltando la storia di Olivia e di Regina. Sarebbe stato fantastico fare una foto dal palco alla platea, per vedere che vista bellissima avevamo noi da là. La foto di Olivia oggi, così cresciuta e con quel sorriso, mi ha fatto tornare in mente al modo in cui sono riuscita a diventare Ambasciatrice Italiana di Girl Rising Italia, raccontando la sua storia, dandole rilievo nella mia società, visto che lei, nella sua, non può avercela. E parlare di lei a Saluzzo non è certo stato meno importante di quando l'ho fatto a Washington, davanti a Michelle Obama, Freida Pinto e Meryl Streep. Ho detto le stesse cose, solo in due lingue diverse. 

Olivia merita di essere raccontata, perché come ha ispirato me, può ispirare tutti, e può far capire che è davvero il momento di fare qualcosa, di reagire, davanti alla violenza sulle donne e bambine. A 12 anni, come scrive Alaidina nel racconto di Regina, con il quale ha partecipato al concorso "Voci dal silenzio" in portoghese, si dovrebbe andare a scuola, e non sposarsi, avere un figlio ed essere talmente ignoranti da non capire le istruzioni del medico e far morire il bambino. Se avesse studiato, sarebbe stato diverso. SE, appunto. Storie come quelle ce ne sono altre 61 milioni 999, una per ogni ragazza che non ha il diritto di studiare in quanto donna. Che tutti sappiano, che tutti si rendano conto della fortuna che hanno (o che hanno i loro figli) di studiare. Era questo l'intento del tirocinio di traduzione e sottotitolaggio cinematografico svolto presso l'Istituto di Istruzione Superiore "G. Soleri A. Bertoni" di Saluzzo con 5 ragazzi dell'attuale 4LA (Gay, Gonella, Mattio, Olivi e Sartori): usare tutta la tecnologia e i loro studi per parlare delle loro coetanee che, in Mozambico, come nel resto del mondo, non hanno la stessa fortuna e sono vittime della violenza psicologica. 

Tema, questo, trattato anche negli elaborati legati al concorso letterario "Voci dal silenzio", che ha visto premiati 3 racconti più una poesia (3 posto: Rachele Dalia, premiata da una delle nipoti di Suor Ermanna; 2 posto: Massimiliano Bergui, premiato dalla President della Commissione Lettori, Catterina Quaglia; 1 posto: Martina Bergamasco, premiata dall'assessore alle Pari Opportunità di Saluzzo, Attilia Gullino; 1 posto per la poesia: Marco Bartalena, premiato dal sindaco di Costigliole, Livio Allisiardi). Testi, i loro, che possono essere letti nell'antologia gratuita che abbiamo distribuito durante la serata e sul nostro sito, cliccando QUI, dove ci sono anche le foto delle bonecas che hanno il nome delle protagoniste delle loro storie. Storie che hanno preso voce grazie alla Compagnia teatrale Primoatto, che ha letto tutti i racconti e le poesie della serata.

Karibu ha deciso di devolvere l'intero ricavato della serata e della vendita delle bonecas, 1910€ in totale, per l'acquisto di materiale scolastico per la scuolina di Gurue, che al momento ospita 250 bambini e che vorremmo riuscisse ad arrivare ad ospitarne altri 100. Questo per aiutarli ad avere un'istruzione,e per non correre il rischio di trovarli, un giorno, vittime o carnefici in casi di femminicidio, di cui ha parlato la Compagnia Artisti e Autori, proiettando parti dei loro documentari di ricerca che sono entrati nel programma del Ministero dell'Istruzione. Quando ho rivisto la mia clip, ho ripensato alla prostituta che impersonavo (di cui ho scritto QUI), alle prostitute, alle donne vittime di violenza, commuovendomi.

Tra applausi e ancora applausi siamo arrivati alla fine della serata, premiando i vincitori del concorso dei selfie, (Cappelleria Pelletteria per la sezione NEGOZIO e Erica Peracchia per la sezione SELFIE). La luce in sala si è accesa, e vedere quel teatro così pieno, riconoscere amici e amiche che sono venuti e che si sono fermati a salutarmi è stato bellissimo. L'ennesima soddisfazione della serata, per la quale devo ringraziare TUTTI i presenti. 1910 volte "thank you".

I video proiettati durante la serata saranno caricati sul sito di Karibu, così come le foto, a cura di Pietro Battisti Photographer. In sala c'erano altri fotografi, di cui però non conosco il nome, quindi se li conoscete, o se siete voi e state leggendo questo post, mandacele.

Grazie a tutti quelli che mi hanno supportato e sopportato durante questo lungo cammino, ricco di momenti di forte determinazione, di sconforto, di risate, di sclerate, di orgoglio, di commozione e di amicizia.

Grazie a chi ha reso tutto questo possibile e grazie al mio compagno che, a casa, mentre mi struccavo, mi ha detto: "Complimenti amore, è stata una serata meravigliosa, che meritavate. Non mi aspettavo che i ragazzi fossero così attenti a sfogliare l'antologia e a seguirvi per tutto il tempo. Sono orgoglioso di te, e ammiro il lavoro dell'associazione. Che bello vederti finalmente rilassata ora!".

Ore 2.30: mi sono addormentata, stanca ma felice.

Presentazione calendario Lavazza e Terra Madre 2017, con concerto di Ezio Bosso



Il Salone del Gusto di Torino, anche quest'anno, sta riscuotendo un enorme successo, grazie anche ai suoi partner di alto livello che contribuiscono a rendere ancora più grandioso il festival internazionale del cibo.

Come Lavazza, che ieri sera ha presentato in anteprima il calendario 2017 realizzato in collaborazione con Slow Food Terra Madre. Foto strepitose che hanno, come soggetto, gli Earth Defenders asiatici: contadini, allevatori e agricoltori che lavorano la terra. Ho avuto il piacere di essere invitata all'evento- esclusivo-, e non posso che essere onorata di questo, perché dimostra come la mia professionalità sia cresciuta sempre di più negli ultimi anni. 


Ospite strepitoso della serata, Ezio Bosso, che ha accompagnato musicalmente le immagini che scorrevano sullo schermo. Un'emozione grandissima poterlo ammirare sul palco del Teatro di Carignano di Torino, e ancora di più sentire le storie dietro le sue composizioni. Mi sono letteralmente persa nell'esecuzione dell'ultimo brano, Rain in your black eyes, prima della standing ovation assolutamente meritata che ha concluso la serata. QUI un pezzettino del concerto.


Forse è proprio vero che We are what we live, slogan del calendario, e che dovremmo tutti interrogarci un po' di più sull'impatto sull'ambiente e sulle varie "stanze" della nostra esistenza, perché in ognuna di essa riusciamo a vivere delle emozioni più o meno forti che ci fanno capire che siamo vivi, e che la nostra esistenza è musica, sempre e comunque. 

Potrei dilungarmi a raccontare la serata, ma preferisco che parlino le parole del mio collega, che ha scritto un articolo fenomenale, che può essere letto QUI.

15 agosto: Red Bull Cliff Diving World Series a Mostar

C'è poco da fare: Mostar sta diventando sempre più prestigiosa, e in un paio di anni sarà letteralmente presa d'assalto dai turisti. Lo dimostra il fatto che è stata scelta dalla Red Bull per essere una delle mete della Red Bull Cliff Diving World Series, la competizione mondiale di tuffi dal ponte.


Lo Stari Most, il Ponte Vecchio che ospita annualmente gare a livello nazionale, a Ferragosto, per la prima volta sarà la location di una competizione internazionale, e ovviamente sono già tutti elettrizzati. La Red Bull che mette le ali è ormai la bevanda più richiesta nei bar che si affacciano sul fiume Narenta, e il trampolino montato sul ponte fa da background nei selfie più assurdi di chi, più che della storia e della tradizione del ponte, vuole una data foto ricordo per poter semplicemente dire di "esserci stato". 


Protagonista quasi assoluto è Orlando Duque, il tuffatore colombiano da grandi altezze, capace di arrivare fino a 34 metri. Arrivato nei giorni scorsi a Mostar, ha effettuato le prime prove tecniche, e scambiandoci due parole, non sembrava affatto di parlare con un atleta che detiene 9 titoli di Campione del Mondo, il cui nome è stato introdotto per ben due volte nel Guinness dei primati


A seguire il suo training, viene spontaneo notare che, iconica tanto quanto il ponte, è l'immagine di un tuffatore che si alza in volo per poi finire, tra un'acrobazia perfetta e l'altra, nelle gelide acque del fiume. 


Di seguito una video intervista al campione, in attesa di incontrarlo nuovamente sabato prima della gara, che si terrà dalle 15.30 alle 18.00. Su quello stesso ponte da cui, a settembre, mi butterò anch'io.


"Never Forget Srebrenica Tour"


Se ti capita di andare a Sarajevo, prenditi una giornata per un tour immancabile, quello a Srebrenica (che si pronuncia Srebreniza in bosniaco). Nonostante tutto subito il prezzo possa lasciarti un po' perplesso, 60€, il Never Forget Srebrenica Tour, è veramente molto ben organizzato e al ritorno, durante quelle 2 ore e 30 di viaggio verso Sarajevo- nella quota è compreso anche il trasporto-, hai sicuramente tempo per pensare all'assurdità di questa pagina di storia.


Un appuntamento quasi immancabile è l'11 luglio, giorno dell'anniversario, durane il quale il tour è gratuito (prenota con anticipo, perché essendo i posti limitati, rischi il tutto esaurito, come quest'anno).


Il motivo è semplice: solitamente ne prendono parte i media, i parenti delle persone uccise, le istituzioni locali, e internazionali. Per quest'anno, in occasione del 20ennale, c'erano anche il premier serbo Aleksandar Vucic, che è stato contestato duramente al mausoleo di Potocari -dove sono sepolte più di 6200 vittime- e, dopo che la folla gli ha tirato addosso sassi e bottiglie, ha abbandonato la cerimonia, e l'ex presidente americano Bill Clinton.


Durante l'evento sono stati distribuiti i famosi fiori bianchi e verdi, simbolo della campagna Remember Srebrenica. Il colore bianco, dei petali, simboleggia l'innocenza di chi ha perso la vita, il verde del bocciolo la speranza affinché non avvengano più simili stragi, e il numero 11 dei petali richiama il giorno 11, in cui è avvenuto il massacro.


Un'occasione per vedere cosa rimane del più grande genocidio degli anni '90 dopo l'Olocausto, che per anni è rimasto classificato come semplice "strage", per comodità, e per insabbiare quanto davvero successo nel 1995. Come per la maggior parte delle tragedie che avvengono nel mondo, di cui purtroppo non sapremo mai la verità. Ammesso e non concesso che ce ne sia una sola. Quello che è certo è il numero di chi si è visto strappare la vita, proprio come si strappa un fiore. Lo stesso fiore che, per almeno una settimana, tutti abbiamo portato addosso sulla maglia, per non dimenticare. Perché noi non dimentichiamo, almeno qui. E sui social, nei giorni scorsi, è stata fatta una massima campagna di #neverforget, con i vari hastag annessi. Chi in bosniaco, chi in inglese, in molti(ssimi) hanno scritto un paio di righe legate alla propria perdita, e a come, nel 2015, ancora non tutti i corpi siano stati sepolti.


Informazioni, queste, che vengono comunicate durante il Never Forget Srebrenica Tour, di cui puoi approfondire e prenotare cliccando QUI. Organizzato dal team FunkyTour, è una delle attività che vengono messe a disposizione ai turisti, e secondo quanto mi ha detto The Bosnian Aussie, è un'esperienza toccante. Consiglio di leggere- in inglese- il suo post, con quelle immagini significative che ha scattato durante la giornata, o di seguirla su Instagram, perché come al solito certi scatti valgono decisamente più di mille parole.

Foto: Reuters

Questo collage di foto mostra tre luoghi in cui sono state ritrovate le fosse comuni con centinaia di vittime: da sinistra, Pilice, Crni Vrh e Budak. Com'erano e come sono oggi. Nonostante il paesaggio sia cambiato, il clima di disperazione è tangibile, perché non bastano certo delle costruzioni o dell'erba seminata per cancellare il genocidio e sradicare il male. E Dado Ruvic, il fotografo di Reuters, in occasione di questo 20° anniversario, ha voluto raccontare, come l'aspetto di queste tre località sia cambiato nel corso del tempo.


Se il secondo conflitto mondiale appartiene alla generazione dei nostri nonni, la guerra dei Balcani appartiene senza dubbio alla nostra. Noi, i 20enni e i 30enni, che questa notizia l'abbiamo sentita alla TV, letta sui giornali, imparata a scuola ospitando i rifugiati di guerra e vissuta in prima persona.
"Meditate che questo è stato". Non potrei concludere questo post in modo migliore.
#srebrenica2015 #nottoforget


Shoah, #pernondimenticare Auschwitz

Se questo è un uomo
Primo Levi

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo,
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare.

Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi:
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.


#pernondimenticare
#giornatadellamemoria
27 gennaio