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Segafredo Zanetti Blogger Night, mercoledì 30 novembre 2016 a Treviso



Grazie a Segafredo Zanetti Italia per l'invito a Treviso, Italy in occasione della Segafredo Zanetti #Blogger Night mercoledì. Insieme ad altre blogger, visiterò in anteprima la mostra Storie dell'Impressionismo - Treviso Museo Santa Caterina, per raccontarla sui nostri social, ovviamente tra un ☕ e l'altro  

Un programma interessante, quello che mi aspetta il 30 novembre, in modo da chiudere alla grande questo novembre che si è rivelato molto impegnativo, anche se ho fatto pochi viaggi. Sarà un'occasione per visitare Treviso, visto che non ci sono mai stata, e per riammirare i capolavori di Monet, Renoir, Van Gogh, Renoir e gli altri grandi nomi del panorama artistico europeo. 

Spero ovviamente di poter conoscere altre blogger, per scambiarci consigli, idee e, perché no, qualche bella promozione da proporre ad inizio anno. Il bello della vita mondana è proprio questo: avere l'opportunità di incontrare gente che fa il tuo stesso lavoro, per poter parlare con qualcuno che ti capisce davvero, che sa cosa vuol dire seguire e far funzionare un blog, ed è sempre sui social, anche nei momenti meno opportuni. 

Oltre alla Mostra, Segafredo ci darà l'opportunità di conoscere Marco Comellini, direttore marketing dell'azienda, e Marco Goldin, curatore della mostra, e ci offrirà cena e pernottamento presso il Best Western Premier BHR di Treviso, mettendoci a disposizione anche il trasfer dal museo alla mostra. 

Non mi resta che preparare il trolley domani!

Stay tuned!
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"Voci dal silenzio", martedì 22 novembre 2016 a Saluzzo (CN)

"Voci dal silenzio" è stato un lungo progetto durato quasi un anno, 11 mesi per l'esattezza, e la paura di un fallimento, anche piccolo, come poteva essere il microfono che gracchia, o i sottotitoli dei video che non partivano, è stata tanta. 

Martedì mattina alle 10.15 sono entrata in teatro per provare, montare il gazebo, appendere le foto, preparare tutto e esporre le bonecas. Alle 11 mi è arrivata la comunicazione che la Regione Piemonte ci aveva concesso il patrocinio. La prima soddisfazione. Ho avuto giusto il tempo di una focaccina al gorgonzola e di un Estathe del Caffè Dublino, tra uno scatto di nervosismo e l'altro, il cellulare che non prendeva in teatro e l'occhio di bue che mi stava accecando sul palco. Piovigginava, la paura che la gente preferisse rimanere a casa saliva, così come si avvicinano le 20.30, e io ero ancora senza vestito per la serata. Di corsa al centro commerciale cinese, dove mi sono provata ben 27 vestiti, con la commessa e il mio fidanzato che non facevano altro che ripetermi che mi stavano bene tutti, solo per farmi evitare di sceglierne altri da provare. Una volta trovato il vestito, sobrio ma non troppo elegante, sono tornata in teatro per le prove con Gian Maria Aliberti Gerbotto, il trucco (a cura di Aurora Giraudo) e i capelli (sistemati perfettamente da Idea Donna Saluzzo). 

Alle 20.15 in camerino sentivo che c'era la coda per entrare. Alle 20.30 la gente si stava ancora accomodando. La seconda soddisfazione. Alle 20.45 stavamo per iniziare, ma c'era ancora gente che voleva entrare, e i posti erano esauriti. La terza soddisfazione. Alle 21 finalmente è comparsa la foto di Suor Ermanna sullo schermo, e mentre stavo dedicando la serata a lei, dalle foto sembrava che stesse sorridendo proprio a tutti noi lì presenti, come una benedizione per l'associazione. Nel grande applauso mi sono resa conto che tutto il teatro era pieno. L'unico posto vuoto era quello "occupato", in memoria di tutte le bambine, ragazze e donne vittime del femminicidio. La quarta soddisfazione. Parlando di Karibu Costigliole ONLUS e raccontando la storia dietro la serata e l'intero progetto, mi sono resa conto che era il 22, il giorno in cui mio nonno è mancato, e trovo il modo di ricordarlo, parlando della scuola e dell'importanza dell'istruzione. 

La gente ascoltava, applaudiva, rideva a sentirmi chiamare "valletta", si commuoveva ascoltando la storia di Olivia e di Regina. Sarebbe stato fantastico fare una foto dal palco alla platea, per vedere che vista bellissima avevamo noi da là. La foto di Olivia oggi, così cresciuta e con quel sorriso, mi ha fatto tornare in mente al modo in cui sono riuscita a diventare Ambasciatrice Italiana di Girl Rising Italia, raccontando la sua storia, dandole rilievo nella mia società, visto che lei, nella sua, non può avercela. E parlare di lei a Saluzzo non è certo stato meno importante di quando l'ho fatto a Washington, davanti a Michelle Obama, Freida Pinto e Meryl Streep. Ho detto le stesse cose, solo in due lingue diverse. 

Olivia merita di essere raccontata, perché come ha ispirato me, può ispirare tutti, e può far capire che è davvero il momento di fare qualcosa, di reagire, davanti alla violenza sulle donne e bambine. A 12 anni, come scrive Alaidina nel racconto di Regina, con il quale ha partecipato al concorso "Voci dal silenzio" in portoghese, si dovrebbe andare a scuola, e non sposarsi, avere un figlio ed essere talmente ignoranti da non capire le istruzioni del medico e far morire il bambino. Se avesse studiato, sarebbe stato diverso. SE, appunto. Storie come quelle ce ne sono altre 61 milioni 999, una per ogni ragazza che non ha il diritto di studiare in quanto donna. Che tutti sappiano, che tutti si rendano conto della fortuna che hanno (o che hanno i loro figli) di studiare. Era questo l'intento del tirocinio di traduzione e sottotitolaggio cinematografico svolto presso l'Istituto di Istruzione Superiore "G. Soleri A. Bertoni" di Saluzzo con 5 ragazzi dell'attuale 4LA (Gay, Gonella, Mattio, Olivi e Sartori): usare tutta la tecnologia e i loro studi per parlare delle loro coetanee che, in Mozambico, come nel resto del mondo, non hanno la stessa fortuna e sono vittime della violenza psicologica. 

Tema, questo, trattato anche negli elaborati legati al concorso letterario "Voci dal silenzio", che ha visto premiati 3 racconti più una poesia (3 posto: Rachele Dalia, premiata da una delle nipoti di Suor Ermanna; 2 posto: Massimiliano Bergui, premiato dalla President della Commissione Lettori, Catterina Quaglia; 1 posto: Martina Bergamasco, premiata dall'assessore alle Pari Opportunità di Saluzzo, Attilia Gullino; 1 posto per la poesia: Marco Bartalena, premiato dal sindaco di Costigliole, Livio Allisiardi). Testi, i loro, che possono essere letti nell'antologia gratuita che abbiamo distribuito durante la serata e sul nostro sito, cliccando QUI, dove ci sono anche le foto delle bonecas che hanno il nome delle protagoniste delle loro storie. Storie che hanno preso voce grazie alla Compagnia teatrale Primoatto, che ha letto tutti i racconti e le poesie della serata.

Karibu ha deciso di devolvere l'intero ricavato della serata e della vendita delle bonecas, 1910€ in totale, per l'acquisto di materiale scolastico per la scuolina di Gurue, che al momento ospita 250 bambini e che vorremmo riuscisse ad arrivare ad ospitarne altri 100. Questo per aiutarli ad avere un'istruzione,e per non correre il rischio di trovarli, un giorno, vittime o carnefici in casi di femminicidio, di cui ha parlato la Compagnia Artisti e Autori, proiettando parti dei loro documentari di ricerca che sono entrati nel programma del Ministero dell'Istruzione. Quando ho rivisto la mia clip, ho ripensato alla prostituta che impersonavo (di cui ho scritto QUI), alle prostitute, alle donne vittime di violenza, commuovendomi.

Tra applausi e ancora applausi siamo arrivati alla fine della serata, premiando i vincitori del concorso dei selfie, (Cappelleria Pelletteria per la sezione NEGOZIO e Erica Peracchia per la sezione SELFIE). La luce in sala si è accesa, e vedere quel teatro così pieno, riconoscere amici e amiche che sono venuti e che si sono fermati a salutarmi è stato bellissimo. L'ennesima soddisfazione della serata, per la quale devo ringraziare TUTTI i presenti. 1910 volte "thank you".

I video proiettati durante la serata saranno caricati sul sito di Karibu, così come le foto, a cura di Pietro Battisti Photographer. In sala c'erano altri fotografi, di cui però non conosco il nome, quindi se li conoscete, o se siete voi e state leggendo questo post, mandacele.

Grazie a tutti quelli che mi hanno supportato e sopportato durante questo lungo cammino, ricco di momenti di forte determinazione, di sconforto, di risate, di sclerate, di orgoglio, di commozione e di amicizia.

Grazie a chi ha reso tutto questo possibile e grazie al mio compagno che, a casa, mentre mi struccavo, mi ha detto: "Complimenti amore, è stata una serata meravigliosa, che meritavate. Non mi aspettavo che i ragazzi fossero così attenti a sfogliare l'antologia e a seguirvi per tutto il tempo. Sono orgoglioso di te, e ammiro il lavoro dell'associazione. Che bello vederti finalmente rilassata ora!".

Ore 2.30: mi sono addormentata, stanca ma felice.

Presentazione calendario Lavazza e Terra Madre 2017, con concerto di Ezio Bosso



Il Salone del Gusto di Torino, anche quest'anno, sta riscuotendo un enorme successo, grazie anche ai suoi partner di alto livello che contribuiscono a rendere ancora più grandioso il festival internazionale del cibo.

Come Lavazza, che ieri sera ha presentato in anteprima il calendario 2017 realizzato in collaborazione con Slow Food Terra Madre. Foto strepitose che hanno, come soggetto, gli Earth Defenders asiatici: contadini, allevatori e agricoltori che lavorano la terra. Ho avuto il piacere di essere invitata all'evento- esclusivo-, e non posso che essere onorata di questo, perché dimostra come la mia professionalità sia cresciuta sempre di più negli ultimi anni. 


Ospite strepitoso della serata, Ezio Bosso, che ha accompagnato musicalmente le immagini che scorrevano sullo schermo. Un'emozione grandissima poterlo ammirare sul palco del Teatro di Carignano di Torino, e ancora di più sentire le storie dietro le sue composizioni. Mi sono letteralmente persa nell'esecuzione dell'ultimo brano, Rain in your black eyes, prima della standing ovation assolutamente meritata che ha concluso la serata. QUI un pezzettino del concerto.


Forse è proprio vero che We are what we live, slogan del calendario, e che dovremmo tutti interrogarci un po' di più sull'impatto sull'ambiente e sulle varie "stanze" della nostra esistenza, perché in ognuna di essa riusciamo a vivere delle emozioni più o meno forti che ci fanno capire che siamo vivi, e che la nostra esistenza è musica, sempre e comunque. 

Potrei dilungarmi a raccontare la serata, ma preferisco che parlino le parole del mio collega, che ha scritto un articolo fenomenale, che può essere letto QUI.

Perché a Mostar (non) c'è solo un ponte...


Durante questa settimana al liceo, parlando del genocidio armeno, non ho potuto non ricordare anche quello bosniaco, e ho parlato della mia bellissima esperienza a Mostar, l'anno scorso. Un solo ragazzo aveva sentito parlare di questa città, e si trovava anche nei paraggi, ma non l'ha visitata, perché gli avevano detto che "c'è solo un ponte". Credo di aver fatto una faccia tremenda mentre lo stava raccontando, ma come dargli torto, purtroppo. 

Mostar è uno di quei posti in cui bisogna viverci, per conoscerla, apprezzarla e innamorarsene, e a distanza di tempo, inizi a sentirne la mancanza, perché la sua gente ti ha accolto come una di famiglia, ti tratta al meglio e non ti fa mancare nulla. Impossibile non sentirti a casa...


"Women On The Map": l'app per le donne (in)visibili della storia


Sono donna e amo viaggiare... questo è il binomio a cui devono essersi ispirate le ragazze dello SPARKTeam quando hanno deciso di creare "Women On The Map", il progetto dedicato al gentil sesso... sparso nel mondo. 


Partendo da una semplice analisi basata sulla percentuale delle donne a cui è stato dedicato il celebre Doodle di Google, è stato scoperto che, tra il 2010 e il 2013, la percentuale di femmine ricordate ammontava al solo 17%. Da qui l'idea di onorare propriamente quelle donne che, chi un Paese chi un altro, hanno fatto la Storia e si sono distinte in una determinata arte o disciplina o attività.

In collaborazione con l'app Field Tripper di Google, che devi assolutamente scaricare se ti ritieni una viaggiatrice (anche solo provetta), lo SPARKTeam ha deciso di "evidenziare" quei luoghi che, in un modo o nell'altro, sono legati ad una delle figure femminilidi cui non si parla purtroppo abbastanza.



Informazioni, queste, che si possono trovare nella categoria "STORIA", alla voce "SPARKS". Al momento riguardano solo 100 donne, ma che presto aumenteranno-si spera-sempre di più. Oltre al fatto che l'app è gratuita, è accattivante pensare che tutti possono contribuire al progetto segnalando quelle donne che, in un modo o nell'altro, hanno saputo lasciare un segno tangibile nella comunità in cui vivevano.


Mi viene da pensare a Saluzzo, la mia città natale: la maggior parte delle scuole, delle piazze e delle vie sono dedicate a uomini, eppure anche lì ci sono state le cosiddette "donne con 2 palle così", che hanno lasciato un'impronta tutt'ora tangibile. Basti poi pensare che dietro ad ogni grande uomo c'è una grande donna...



Le donne in questione possono anche essere viventi, quindi scommetto che almeno una la conosciamo tutti, o almeno ne abbiamo sentito parlare, passando davanti ad una vecchia casa o ad un negozio. Io resto dell'idea che qualunque edificio, in un modo o nell'altro, abbia una storia da raccontare, che merita di essere conosciuta e condivisa. Bisogna solo saper ascoltare...


CONTRIBUISCI ANCHE TU AL PROGETTO!

1. Individua una donna (del passato o vivente) che, secondo te, merita di essere conosciuta o ricordata per aver fatto la storia o per essere stata importante nella tua città.

2. Scrivi una breve bio in INGLESE,tra le 150 e le 300 parole.

3. Includi una foto della donna in questione.

4. Segna una specifica posizione geografica a lei legata.

5. Manda il tutto - esclusivamente in inglese- via mail a sparkteam@sparksummit.com, scrivendo nel campo OGGETTO "Women On The Map".


Collegamento Torino-Caselle: info, orari e costi



L'aeroporto di Torino-Caselle, il Sandro Pertini, comunemente chiamato Caselle, dista 16 km dal centro della città, e attualmente è la base delle compagnie aeree Blue Air e Vueling. Fino al 2014 ospitava anche quella di Alitalia, prima che venissero chiuse le rotte nazionali. 

Il collegamento è servito dall'autolinea di pullman della Sadem, che tocca come punti di partenza e/o arrivo, due delle stazioni ferroviarie, Porta Nuova e Porta Susa.

C'è un pullman ogni 15 minuti dalle 05.15 alle 23.30, e gli orari, per entrambe le tratte, possono essere consultati QUI.

Il biglietto si riesce a prendere tranquillamente nei punti vendita indicati nel link sopra, e conviene come sempre prenderlo a terra, per evitare di pagare quel fastidioso euro in più di sovrattassa. E pensare che l'ultima volta che ho preso il pullman costava 5€, mentre ora è chiaramente aumentato.

Ecco i prezzi del biglietto da/verso l'aeroporto:


Comodo e puntuale, questo servizio è il migliore e il più economico per arrivare a Caselle o in centro in circa un'ora.

Io ♥ Firenze: la mappa scaricabile gratuitamente

Firenze è la mia città italiana preferita, e la consiglio sempre a tutti quelli che non ci sono ancora stati. Non solo per Dante, o per il fatto che lì ho mangiato una delle pizze più buone in assoluto, ma per tutta quella storia, arte e cultura che racchiude al suo interno. 

Illustrato da Simone Frasca, il progetto grafico, a cura di Raffaele Anello, è uno strumento comodo e immediato per trovare non solo i monumenti che meritano assolutamente una visita- specie se ci andate per la prima volta- ma anche tutti quei servizi a disposizione del cittadino, come i giardini, le biblioteche, le piscine e i punti noleggio delle bici. 

Ma c'è dell'altro: essendo studiata nello specifico per i bambini, la mappa segna anche i luoghi come le ludoteche, fornendo ovviamente indirizzi, numero di telefono e orari. Un'ottima soluzione, anche perché io resto dell'idea che viaggiare con i bambini può davvero essere bellissimo, e non bisogna rinunciare a partire solo perché i figli sono piccoli. Anzi, prima esplorano il mondo, prima inizieranno a sfamarsi con la cultura.

Grazie all'Associazone Mus.e per questo servizio, di cui usufruirò senz'altro la prossima volta che sarò in Toscana. Spero presto! 

[Cliccare QUI per scaricare la mappa in formato .pdf]

“Mogli e buoi dei paesi tuoi”, ma il fidanzato no (meglio se emiliano-romagnolo)



Essendo io sempre stata la bastian contraria della situazione, non ho mai fatto affidamento al buon vecchio saggio consiglio delle anziane di paese. Ogni volta che andavo a trovare i nonni paterni in campagna, le trovavo sempre lì, a lavare i panni a mano nel lavatoio in pietra in cortile, mentre confabulavano fra loro, ovviamente in piemontese.

Ho sempre avuto l'impressione che fossero delle vecchie zitelle inacidite, e quando verso i 16 anni mi ripetevano “mogli e buoi dei paesi tuoi”, non stavo neanche ad ascoltarle, sognando il mio matrimonio in pompa magna a Santa Monica o a Santa Barbara, con un americano doc. Uno di quei fighi assurdi dal sorriso smagliante che i giornali di gossip sbattono in prima pagina per vendere più copie. Come dar loro torto, d'altronde, visto che l'occhio vuole la sua parte.

Per anni sentivo il trio delle lavandare che si improvvisavano psicologhe mancate e regalavano consigli cercando di riuscire a entrare nel mio cervello completamente assorbito dal fidanzato di turno. E per anni ho giocato sul fatto di non capire bene quel dialetto stretto, leggermente diverso da quello del mio paese. Palle. Capivo tutto, e anche fin troppo. Solo non volevo capire. 

Solo alla loro morte, leggendo il manifesto, mi sono resa conto che queste donne la sapevano davvero lunga, perché avevano avuto un marito, diversi figli e una carrellata di nipoti, e che forse, qualcosa di vero, in quello che dicevano ci doveva pur essere. Ma non per me e ora, a distanza di anni, sono contenta di non averle mai ascoltate, e di aver scavalcato i confini regionali (e anche statali e continentali) per innamorarmi. 

E la scelta migliore si è rivelata essere l'emiliano. O romagnolo, o emiliano-romagnolo, fa lo stesso per me. Insomma, si è capito. I motivi?


© Hotel Bellevue Rimini

1- La piadina

Il romagnolo... eh, del romagnolo ho perso la testa, in tutto e per tutto. Ed è un vero e proprio colpo di fulmine a partire dalla prima sera, quando mi ha portato a mangiare la piadina. Dico io, poteva optare per una pizza, invece ha giocato di intelligenza, offrendomi uno dei piatti per eccellenza della Romagna. La piadina, quella vera. Quella che già ovunque la prendi in Italia si rivela essere un orgasmo per il palato, quindi immaginate quella vera. Impossibile non innamorarsene, punto. Anche Aldo, Giovanni e Giacomo la chiamano “il cibo degli Dei”, quindi un motivo ci deve ben essere, no?

2- L'arte del saper mangiare (tanto e bene)

L'emiliano che mi ha conquistata con il (buon) cibo ha guadagnato fin da subito un punto, specie perché non si è mai scandalizzato delle mie abbuffate, ma anzi, chiedeva sempre: “Ne vuoi ancora? Mangi proprio poco”, e ogni volta, mentre prendevo per la terza volta il piatto di pasta, mi perdevo nei suoi occhi. L'uomo emiliano-romagnolo mangia, è fatto di carne, non ha paura di avere una donna con quei 2 o 3 kg in più, anche perché poi sa che è tutta roba sua da toccare. Chiamalo scemo, eh. 

3- Fare l'amore a base di Parmigiano Reggiano e Sangiovese

Le serate trascorse a casa che finiscono inevitabilmente con il fare l'amore, sono a base di Parmigiano Reggiano e Sangiovese, l'accoppiata vincente di cui ti puoi viziare anche a letto. Vuoi mettere noi piemontesi, con la nostra bagna càuda, a base di acciughe e aglio? Un alito che non solo ha la meglio sul Barolo o il Barbaresco che accompagnano la cena, ma che sconfigge anche solo la voglia di baciare il partner. 
A questo punto tanto vale optare per una tigella con speck e gorgonzola.

4- SS vs Z, della serie: una risata tira l'altra

Da linguista non sopporto l'uso sbagliato della lingua italiana. Riprendo anche mia mamma quando sbaglia i congiuntivi, correggo gli amici quando scrivono “qual'è” con l'apostrofo e non parlo mai dialetto, tranne in rari casi con mia nonna, perché obbligata. 

Però davanti alla pronuncia “grassie” dell'uomo romagnolo, mi arrendo. Non puoi dirgli niente, è un suono comunque piacevole da sentire e poi non c'è niente da fare, la Z proprio non la sa dire. E così dopo un po', complice anche il fatto che io ascolto Laura Pausini, mi son abituata a sentirmi chiamare “ragassa” e ad uscire la sera con i suoi amici per una “pissa”. E son passata sopra anche alla R uvulare (ho fatto una tesi di linguistica, sull'italiano son preparatissima) tipica di Parma, a mo' della R moscia, che poi così tanto fastidiosa non è. 

E quando mi scappa da ridere, lo faccio, e di gusto, perché un altro grande pregio dell'uomo emiliano è che ride sempre. E ti contagia. Con lui non è possibile rimanere arrabbiata per troppo tempo, c'è poco da fare. La Romagna è anche risate e spensieratezza, a differenza del Piemonte più nordico e freddo anche dal punto di vista delle relazioni. D'altronde si sa, noi piemontesi, siamo quelli falsi e cortesi”. 

5- “Romagna mia”, non solo canzone, ma anche elogio alla terra 

Ravenna, città che amo per il semplice fatto che ci è sepolto Dante, nel 2014 è stata votata come città italiana in cui si vive meglio. In più, l'Emilia Romagna è una terra che non si fa mancare nulla: il buon cibo, il buon vino, la buona musica paesana. Tutti conosciamo Romagna mia, canzone con cui ho vinto una gara di mazurka quando avevo 13-14 anni. Veniva- e viene tuttora- suonata al mio paese durante le sagre, e l'ho ballata fino allo sfinimento, con i ragazzi più grandi che ci provano per i bei vestiti da ballo liscio aderenti. 

Cosa mai successa invece con nessuno dei canti popolari piemontesi, che, w la sincerità, non conosco affatto. In 29 anni non credo di averne mai sentito nessuno, oops. 

La vita in Emilia è bella, piena di vita, e anche il mare è stato rivalutato, grazie proprio alla capacità dei romagnoli di voler far splendere tutte le loro ricchezze, mar Adriatico compreso. L'estate in riviera romagnola è da provare almeno una volta, dai, e Rimini è senza dubbio la meta più ambita della mia adolescenza, o almeno nel mio paese. Andare a Rimini o a Riccione era sinonimo di maturità, della prima vacanza con gli amici, con il fidanzato (di nascosto dalle famiglie). Quindi tornare a Rimini è come fare un tuffo nel passato, un tuffo che ne vale sicuramente la pena. E il pernottamento all'Hotel Bellevue è quello più consigliato, visto il modo in cui vi coccolano durante tutto il soggiorno. 

Insomma, lontani da questa regione non si può stare. E neanche dai suoi uomini. Trovatene uno e tenetevelo stretto. Poco importa se sia un capricorno e voi un gemelli. Sarà comunque una storia a base di “piadina, amore e tanta felicità”. Altro che “pane, amore e fantasia”...

Un pomeriggio alle Terme di Bormio

I Bagni di Bormio sono molto di più di due centri termali: sono anche un ottocentesco grand hotel a 5 stelle e un hotel medievale a 4 stelle. Il tutto inserito in una cornice naturale con paesaggi stupendi, che conciliano il benessere corporeo e regalano emozioni senza tempo.

Dai Bagni Romani secolari alle più innovative vasche panoramiche, passando per gli idrogetti, le biosaune, il percorso Kneipp, il bagno turco, l'area fanghi e le docce Vichy: c'è davvero l'imbarazzo della scelta per dedicarsi a se stessi e ritrovare la pace dei sensi tanto meritata.

Lontano dalla frenesia della città, poi, è ancora più semplice, considerato anche il fatto che le vasche all'esterno permettono di far volare la mente in una concezione spazio-temporale così lontana che va oltre le vette delle montagne che si hanno davanti.

Libertà, leggerezza, equilibrio e silenzio: queste le parole chiavi che riassumono una giornata ai Bagni di Bormio, in cui si è coccolati dal momento in cui si mette piede all'interno della struttura. Il personale altamente qualificato, infatti, oltre ad essere a disposizione dei clienti per consigliare gli eventuali trattamenti personali per raggiungere la piena armonia tra corpo, sogni ed emozioni, accoglie con un caloroso benvenuto. Dopo aver consegnato il kit compreso nel prezzo dell'ingresso- che comprende un accappatoio, un telo e un paio di ciabatte- i responsabili mostrano sia la sala relax, in cui è possibile gustare gratuitamente uno dei te o delle tisane a disposizione, sia le docce, dove sono a disposizione dei clienti shampoo, balsamo, maschera facciale, crema corpo, olio per capelli e dopobarba.

Un paradiso, in pratica, in cui è d'obbligo concedersi almeno una mezza giornata.

Ringrazio Club Magellano, l'agenzia che ha organizzato il viaggio, perché ha saputo preparare un ottimo pacchetto all'insegna della natura (Trenino Rosso del Bernina+Saint Moritz+terme), con inclusa una tipica cena valtellinese da 10 e lode.

Tutti i prezzi sono disponibili sul sito della struttura: www.bagnidibormio.it