Si ritorna solo andando via
Tra una settimana sarò negli Stati Uniti, e sinceramente non vedo l'ora di staccare un attimo la spina da tutto e da tutti. Voglio potermi perdere per strada in una città che conosco (quasi) come le mie tasche, sedere sul pontile a guardare un tramonto mozzafiato sull'oceano, spappolare il fegato con i Java Chips Frappuccini di Starbucks... voglio vivere serenamente, insomma. Anche se solo per un mese. Poi tornerò al solito tran tran e sarò sicuramente più nervosa che mai visto che devo riuscire a capire come procedere, lavorativamente parlando. Ma ora l'unica mio pensiero è recuperare la chiavetta coi i token della banca per prenotare i voli americani interni. Che bello poter riabbracciare tutti gli amici di sempre, con i quali mi sento su Skype e chattiamo per ore. Il contatto umano, però, si sa, è decisamente meglio, e non vedo l'ora di qualche bella rimpatriata. Ci sarà sicuramente da divertirsi.
La valigia come al solito la preparo all'ultimo momento, così come l'itinerario definitivo e i vari spostamenti. Ho un rito un po' particolare quando si tratta di viaggiare, e mi piace essere sempre un po' zingara, con quel non so che di wild che che mi contraddistingue dal classico turista italiano che va negli Stati Uniti e prenota negli hotel più cari solo per il gusto di poterlo raccontare agli amici e visita i soliti musei must, senza rendersi conto che si sta perdendo l'essenza della vera vita americana.
Anche per questo ho deciso di aprire questa nuova rubrica, che sarà una sorta di viaggio di bordo, un modo per tenermi in contatto con gli amici e i curiosi che mi riempiranno di domande ogni giorno su Whatsapp e chiederanno tutti le stesse cose. Odio i messaggi broadcast e sono una logorroica incallita anche quando scrivo, quindi l'idea del "keep you posted" è semplicemente perfetta. Lo spazio per i commenti, come per ogni mio post, è attivo e aperto a tutti, e si può tranquillamente commentare anche in forma anonima o con un nome fittizio. Consigli, pareri, dubbi, curiosità: sono ben contenta di leggere qualsiasi cosa che riguardi i miei lettori, e condividere con loro questa mia nuova avventura mi fa sentire un po' meno sola, specie durante il lungo volo.
Resto solo dispiaciuta di "abbandonare" nonna per 40 giorni, ma ci sentiremo comunque ogni giorno, come da tradizione quando sono in giro per il mondo. Già mi manca, e non sono ancora partita. Ma si ritorna solo andando via... Laura's rules.
D'altronde, questa Quaresima la devo fare, per me, per riuscire a darmi delle risposte alle domande a cui ho cercato di fuggire, per riuscire a chiudere delle questioni in sospeso e ad aprire un nuovo entusiasmante capitolo, quello dei 28 anni. Ventotto è un numero che mi piace pronunciare, suona bene e ha un po' un'aria importante... sembra ieri che facevo gli stessi discorsi relativi ai 16 anni. Già quando ne avevo 14 non vedevo l'ora di arrivare agli "sweet sixteen", solo per rendermi conto che, in realtà, non era cambiato nulla, forse perché continuavo a percorrere la strada che avevo scelto, quella della ribellione adolescenziale, mista al lato nerd che fa parte della mia personalità.
Ogni percorso, nel bene e nel male, riesce a regalare a chi lo vive un'emozione, piccola o grande che sia, e l'importante è riuscire a trarne vantaggio sempre, perché gli insegnamenti più preziosi sono quelli sussurrati dal cuore. Oltre a quelli che mi ha regalato mio nonno, s'intende.
New York mi sembrerà un po' più vuota senza di lui.
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